Shila Samyukta Sutra

Il Sutra dell’essere dotato di moralità

In Lingua Indiana: Shila-samyukta-sutra
In Lingua Tibetana: Tsul.trim Yang.dag.par Den.pe.dö
In Lingua Italiana: Il Sutra sull’Essere che Possiede Perfettamente la Moralità

Omaggio all’Onnisciente.

Così udii una volta.

Il Nobile soggiornava a Shravasti, nel parco di Anathapindada di Jetavana, insieme a una grande comunità di bhikshu formata da 1250 monaci.

In quella circostanza, il Nobile si rivolse quindi ai bikshu: “O monaci! la consapevolezza sta diminuendo, la vita viene interrotta, i fattori di composizione di questa esistenza vengono spazzati via, ed è definito che anche la Dottrina del Maestro perverrà a distruzione. Perché quindi non praticate con energia e stabile diligenza? Un corpo umano è molto difficile da acquisire. Avendolo ottenuto e avendo anche ricevuto l’ordinazione nella Dottrina del Conquistatore, acquisita tramite quel (corpo umano), se venite ingannati da ciò che non è in accordo con la meta della liberazione, certamente sperimenterete sofferenza.
“Bikshu, separarsi dalla vita e morire è semplice, ma degenerare e distruggere la (propria) moralità non è simile a quello. Perché è così? Perché separarsi dalla vita e morire mette (solo) fine alla rinascita di questa vita; ma, tramite il degenerare e il distruggere la propria moralità si verrà separati da quel tipo di (buona) rinascita fino a cento, centomila rinascite, abbandonando così la felicità e incorrendo in esperienze di grandi calamità.

(1) “E’ per questo che il Maestro spiegò la moralità elogiandola grandemente.
Chi possiede moralità assiste al sorgere di un Buddha.
Chi possiede moralità ha il supremo di tutti gli ornamenti.
Chi possiede moralità è cosparso di profumo.

(2) Chi possiede moralità è dimora di ogni gioia.
La moralità è acqua fresca che elimina ogni tormento.
Chi possiede moralità viene lodato da tutto il mondo.
Coloro che hanno moralità ricevono destini superiori.

(3) Chi possiede moralità non verrà danneggiato dal veleno dei serpenti,
perfino dal grande naga nero, per cui, qual è la necessità di menzionare gli altri?
Un ghelong che possiede moralità irradia luce.
Chi possiede moralità guadagna fama e felicità.

(4) Così come, privi di occhi non si possono vedere le forme,
similmente, privi di moralità non si può vedere il Dharma.
Essendo privi di gambe, come si può percorrere un sentiero?
Similmente, essendo privi di moralità non si può realizzare la liberazione.

(5) Proprio come uno splendido vaso è uno scrigno per i gioielli,
similmente, la moralità è la base da cui crescono tutti i dharma28.
Proprio come un vaso rotto non è idoneo per i gioielli,
similmente, con una moralità lacerata, tutti i dharma scivolano via.

(6) Se sin dall’inizio si è privi di moralità,
pensate forse che si possa ottenere il nirvana dall’esterno?
Qualcuno il cui naso è mutilato o mancante, per esempio, non avrà bisogno di
specchi.

(7) Sebbene non sia udito da orecchie né visto da occhi,
le persone che proteggono la Dottrina avranno una buona rinascita,
chi l’ascolta molto, l’assimila e protegge l’ascolto, avrà parimenti una buona rinascita.

(8) Come può essere conveniente relazionarsi alle donne?
Dov’è la gioia in un palazzo reale?
Come può la schiuma avere un’essenza?
Dov’è la permanenza nel piacere?

(9) Non c’è convenienza con le donne.
Nella ragalità non c’è gioia.
Non c’è essenza nella schiuma.
Non c’è permanenza nei piaceri.

(10) I piaceri sono come il precipitare di un corso d’acqua.
Un palazzo è come un’imbarcazione.
Una forma visibile è come un fiore.
La vita è simile a una bolla d’acqua.”

Quando il Bhagavan disse queste parole, Upali e li altri ghelong gioirono e lodarono l’insegnamento del Bhagavan.