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Venerdì 13 giugno 2014, Sua Santità il XIV Dalai Lama ha consacrato il terreno dove sorgerà il monastero Lhungtok Choekhorling, a circa un chilometro e mezzo di distanza dall’Istituto Lama Tzong Khapa.
Le monache e i monaci che sentono sostenute le loro esigenze e comprese le loro necessità, grati per quanto accaduto, con queste immagini desiderano condividere la gioia e ringraziare di questo evento straordinario tutti coloro che sono vicini al progetto del monastero.

Sangha Onlus

In accordo al desiderio del Venerabile Ghesce Ciampa Ghiatso che i molti aspetti del sentiero buddista siano preservati e accresciuti, e anche per motivare il sincero desiderio delle persone a crescere spiritualmente, alcuni monaci e monache hanno costituito l’Associazione Sangha Onlus. L’Associazione Sangha Onlus è un’associazione benefica registrata il cui scopo principale è la costruzione di un complesso monastico che sarà aperto a tutto il Sangha ordinato, con due monasteri separati, uno maschile e uno femminile. Il proposito alla base di tale progetto è di creare un ambiente idoneo allo studio, alla meditazione e a uno stile di vita basato sul Vinaya – la tradizione che regola la disciplina etica e morale del Sangha ordinato così come insegnata da Buddha Sakyamuni. La realizzazione di questo progetto permetterà ai monaci e alle monache di far propri i valori etici, dottrinali e spirituali dell’insegnamento del Buddha, di essere un valido sostegno alle attività dell’Istituto Lama Tzong Khapa e di altri centri e di essere un’importante e stabile punto di riferimento per il beneficio di tutti gli esseri senzienti.

Lhungtok Choekhorling

Future MonasteryIl nome del progetto è stato dato da Sua Santità il XIV° Dalai Lama Tenzin Ghiatso.¹ Il nome significa “luogo dove il Dharma è trasmesso e realizzato”. Lhungtok Choekorling un progetto monastico dell’FPMT e il logo è stato disegnato da un pittore sotto la supervisione di Kyabje lama Zopa Rinpoce. Nel 2007, grazie alla generosità di numerose persone, Sangha Onlus ha potuto acquistare una proprietà di 30 ettari (circa 1,7 kmq) vicino a Pomaia in Toscana. L’architetto del progetto è Gino Zavanella, professionista ben noto in Italia. Anche l’Università di Pisa è stata coinvolta negli studi del progetto e del suo impatto sulla regione e nel giugno 2011 i risultati della ricerca sono stati presentati al sindaco e alla comunità locale. Attualmente il progetto si trova nella fase di richiesta dei permessi da parte delle autorità locali e regionali.

Costruire un nuovo monastero in Pomaia

Monks-Nuns

MirjamProfilo del Sangha – monaca Tenzin Pelha

»Sto per andare a vivere in Dharamsala (India) a studiare tibetano, ma per me è molto importante che esista almeno un grande monastero in Europa, soprattutto per i giovani che vogliono compiere il primo passo per diventare monaci e non sarebbe possibile per loro recarsi in India o in Nepal per farlo, come ho dovuto fare io. Come offerta per la creazione di energia favorevole alla costruzione del monastero a Pomaia, dedico a tutti i lettori una circoambulazione al giorno del tempio Namkhya Monastery di Dharamsala, che comprende la residenza stessa del Dalai Lama; così circoambulerò non semplicemente il tempio ma l’abitazione privata di Sua Santità e, quando Egli sarà lì, la Sua stessa persona.«

KunsangProfilo del Sangha – monaca Lobsang Kunsang

»Poiché in Italia e in Europa monaci e monache hanno avuto e hanno ancora molte difficoltà per studiare e fare ritiri in assenza di un monastero che ci accolga, mi sono decisa: a luglio andrò a vivere in un monastero femminile in India. Il monastero dove andrò è molto spartano, non concepito per la mentalità occidentale, ma spero di riuscire ad affrontare le difficoltà. Non vivo la mia scelta come una fuga, ma piuttosto come contributo per piantare il seme di una simile possibilità anche in Italia. Per creare una pura connessione tra noi Sangha e l’ambiente sociale in cui il monastero Lhungtok Choekorling di Pomaia diventerà realtà vi offro l’energia del mio apprendimento di una diversa parola di Dharma in tibetano ogni giorno.« 

CristianaProfilo del Sangha – monaca Jampa Tsomo

Profilo del Sangha – monaca Jampa Tsomo »Ho già passato 20 anni di vita monastica a Pomaia in benedetta, fruttuosa, virtuosa profusione di stili di vita e di ruoli, ma ormai ho soprattutto bisogno di poter vivere secondo l’integrità della mia condizione monastica e per questo tra pochi mesi lascerò l’Istituto per stabilirmi definitivamente in un luogo di ritiro privato. Ne sono felice perché per tendenza sono una monaca eremita, ma non vorrei che altri membri del sangha si sentissero costretti a fare questo passo senza vera ispirazione, semplicemente perché non hanno un posto proprio dove vivere tutti insieme secondo lo stile monacale. Per favorire il processo di costruzione del nuovo monastero offro la mia energia di coltivazione dei fiori e manutenzione del giardino davanti alla statua di Lama Tsong Khapa che si trova nel mio posto di ritiro. Spero con tutte le mie forze che il Monastero di Pomaia sorga presto, per diventare un centro di irradiazione del Dharma profondo come, secondo le parole di Buddha Shakiamuni, solo la comunità del Sangha ordinato può essere.«

TenzinProfilo del Sangha – monaco Tenzin Peljor

»Sono cresciuto nella ex Germania dell’Est e secondo uno dei miei parenti volevo diventare un monaco già quando avevo cinque anni. A 29 anni durante la lettura di un libro su Le Quattro Nobili Verità, è diventato molto chiaro per me: “Devo diventare monaco.” Dal momento che il buddismo è molto nuovo per l’Occidente, mi è stato molto difficile raggiungere questo obiettivo. Finalmente, dopo un sacco di difficoltà Sua Santità il Dalai Lama e il Sangha del suo monastero mi hanno conferito la piena ordinazione nel 2006. Non riesco a immaginare uno stile di vita migliore e più gioioso di quello di un monaco. L’insegnamento del Buddha porta una gioia enorme ed è in grado di curare tutti i tipi di sofferenza dalla radice. Basta praticare un po perché aumentino la felicità e bontà. Non trovo impegno più deciso per la felicità degli altri e del mondo che nel sostenere un ambiente sano, spirituale come un monastero. In questo modo sarà possibile l’osservanza degli insegnamenti del Buddha per un lungo periodo e si consentirà ai futuri monaci e monache di avere un ambiente favorevole per la loro crescita interiore, e per imparare, riflettere e meditare sugli insegnamenti del Buddha. La mia offerta per rendere possibile questo monastero è quello di progettare e mantenere il sito web di sangha onlus, nonché di migliorare me stesso, di lavorare con la mia mente, e di condividere il più possibile con gli altri quello che ho imparato.«

Profilo del Sangha – monaca Jampa Tsomo

Tashi»Ho già sfogliato molte pagine del mio libro della vita, una tra le più belle l’ho girata otto anni fa: avevo da pochi mesi generato un iniziale desiderio di praticare il buddhismo, quando venni per la prima volta all’Istituto Lama Tzong Khapa e vidi una monaca. Da allora quel desiderio ha preso la forma di voler prendere i voti, cosa che ho fatto nel 2009 (quattro anni dopo) e da quel momento la mia vita è cambiata. Ho lasciato il mio lavoro e la mia casa da più di un anno per vivere all’ILTK che però è un Centro laico, per cui sento la necessità di condividere una “appropriata” vita monastica. La giovinezza della maggior parte di noi monache e monaci è già passata da tempo e davanti abbiamo una salita che non guardiamo neanche più, continuando a camminare prepariamo il sentiero per i giovani che arriveranno in futuro a far la loro scelta … noi, non avendo un monastero, abbiamo dovuto vivere in un ambiente difficile … un compromesso che inventiamo ogni giorno con gioia. Sono consapevole di una cosa importante: costruito il monastero potremo costruire le nostre vite come monache e monaci, vivere assieme ed essere l’esempio dell’armonia, della vita in comune, applicare il Dharma in ogni azione, mettere in atto tutto quello che i nostri maestri, con immenso amore, non si sono mai stancati di dirci. Il mio progetto è lo spendere il resto della mia vita per dare uno spazio alla serenità di chi ha scelto una disciplina monastica come veicolo per il raggiungimento del proprio obbiettivo. Solo noi possiamo farcela, ma non possiamo farcela da soli, ecco perché ogni giorno ho un sorriso rivolto al nostro domani, a quella montagna spaccata che è il terreno per il nostro futuro monastero, e alla piccola statua del Buddha della mia stanza … che sorridendomi pare dirmi: “Ce la farete!” Per contribuire e spingere l’energia, creare buoni meriti affinché la costruzione del nuovo monastero avvenga al più presto, ogni mattina dedicherò un giro di mala con il mantra della compassione e tre circoambulazioni degli stupa dell’Istituto Lama Tzong Khapa a tutti i lettori, con amore e consapevolezza.«

Profilo del Sangha – monaca Ghialten Ciotso (Dolma)

Drolma »La spinta alla vita monastica è sempre stata fortissima in me e più passa il tempo più mi diventa chiaro come l’essere monaco o monaca non abbia buoni effetti solo su me stessa ma anche sugli altri, mantenendo vivo uno stile di vita e di ricerca interiore che ha beneficiato molte persone in passato e che potrà ancora in futuro portare beneficio a tante altre. Quindi, provo un senso di responsabilità crescente nel tempo insieme anche a un forte senso di gratitudine per quelli che in passato hanno preservato questa via di vita e per coloro che la condividono con me in questo tempo e anche tutti quelli che la sostengono attivamente. Paradossalmente, più ci si raccoglie in sé, più ci si apre agli altri! Strutture come monasteri o conventi dove vivere una vera vita di comunità monastica sono veramente necessari per poter ricevere appieno i benefici della vita monastica, ma per ora in Italia ne siamo privi. Negli insegnamenti è spiegato che meditare da soli è come cercare di spazzare con un solo ramo di saggina, mentre meditare insieme ad altre persone equivale a spazzare con una scopa costituita da un fascio di rami di saggina – è molto più potente ed efficace. Allo stesso modo anche l’addestramento alla disciplina monastica richiede il sostegno di persone che condividono lo stesso obiettivo e difficoltà. Rispetto a come la costruzione di un monastero sia di beneficio in generale per tutti posso solo dire questo: oggigiorno pensiamo che solo chi fa qualcosa in modo attivo contribuisca effettivamente al benessere della società e dell’umanità, dimenticando però che la prima regola è quella di non danneggiare. Per il solo fatto di vivere una vita monastica noi automaticamente ci impegniamo a non essere di danno agli altri. Poi, in base alle singole capacità, ciascuno di noi cerca di contribuire anche fattivamente al benessere comune tramite l’insegnamento e il sostegno spirituale. Da parte mia dedicherò una mala di mantra del Buddha della Medicina a tutti voi amici FB e al successo del Progetto Monastero.

Profilo del Sangha – monaca Tenzin Palmo

tenzin-palmo »Sono la monaca più recente nella comunità del Sangha ILTK: sono arrivata nel marzo 2012 dopo aver preso i voti con Sua Santità il Dalai Lama in Dharamsala, India. Il giorno della mia ordinazione è stato il più felice della mia vita, quello per cui avevo dovuto aspettare diversi anni da quando avevo generato il desiderio di essere una monaca, non appena incontrai il Dharma. Non è così semplice immaginarsi che cosa sia la vita di una monaca prima di viverla, ma ora a cose fatte vedo che è quanto di meglio avrei potuto mai fare nella mia vita: ho ottenuto così tanto spazio per quello che è davvero importante per me, cioè camminare puramente e il più velocemente possibile nel sentiero del Buddha. Essere una monaca significa lasciare la vita di famiglia e stare con la comunità del Sangha. A parte i vantaggi legati allo studio e alla pratica personale, considero molto importante anche l’opportunità che monaci e monache vivano e pratichino insieme per imparare come diminuire il loro egocentrismo, il loro desiderio di prendere decisioni indipendentemente dai bisogni altrui e il loro desiderio di controllo sul mondo esterno; e perché sviluppino la cura per gli altri, l’abilità di vedere i loro bisogni e desideri come la cosa più importante. Inoltre ovviamente vivere insieme ci dà l’opportunità di imparare l’uno dall’altro e di darci ispirazione a vicenda. Desidero col cuore che il nuovo monastero cresca molto presto e che il sangha sia dovunque in armonia per offrire il massimo beneficio possibile a tutti gli esseri senzienti, dando aiuto, consigli e buon esempio da seguire. Dedico per gli amici FB la mia recitazione di tre mantra lunghi di Cenresig al giorno, perché sviluppino la compassione in sé stessi e anche perché siano accettati con compassione dagli altri.«

Profilo del Sangha – monaco Losang Jinpa

Losang-Jinpa »Essere monaco non è qualcosa di diverso da un’altra professione in cui c’è bisogno di facilitazioni, sostegni e addestramenti appropriati perché sia possibile avere successo nel proprio percorso. Sono molto grato di aver potuto vivere all’ILTK per otto anni, eppure non è possibile che i Centri di Dharma laici possano provvedere a tutte le condizioni necessarie per i monaci, perché tali Centri hanno funzioni differenti da garantire. Penso che sia indispensabile stabilire Centri monastici per poter “investire” nel Sangha in occidente. I Centri monastici agiscono come base – anche tramite un ambiente e una struttura stabili e la garanzia di avere l’essenziale per vivere – per offrire condizioni necessarie a che il sangha possa sopravvivere, prosperare e sviluppare la mente e l’energia di un gruppo di praticanti con aspirazioni omogenee. Come persona ordinaria trovo molto difficile sviluppare la mia mente e le mie abilità oltre un certo limite senza tale supporto esterno. Forse ci sono individui molto forti, di grandi qualità, che non hanno bisogno di questo, ma penso che in generale per un sangha florido ci sia bisogno vitale di un luogo in cui la vita monastica possa essere vissuta pienamente. Soggiogare e addestrare la mente per rimuovere negatività e produrre qualità del cuore e saggezza è un processo a lungo termine, che ha bisogno di protezioni esteriori perché si produca uno sviluppo interiore. Senza di queste, il sangha rimarrebbe disperso, fragile e impoverito di energie, risultando così molto più limitato nel saper servire gli altri in questo mondo disgregato e problematico.«

Thubten_DrolkarProfilo del Sangha – monaca Thubten Drolkar

Mi chiamo Thubten Drolkar o Tiziana Losa, sono nata a Milano 32 anni fa e vado verso i 7 anni di ordinazione. Questa è una delle poche scelte nella mia vita per cui più vado avanti, più ne sono convinta. Come molti dei miei amici sanno, io sono più propensa a vivere in grotte o comunque a fare ritiri solitari che alla vita associata, ma dopo 6 anni di vita e studio presso il centro Lama Tzong Khapa ho visto la necessità di un luogo dove i monaci e le monache interessati alla vita monastica possano preservare i propri voti e studiare seguendo la tradizione del Buddha. Non vedo nessuna limitazione che impedisca a noi buddhisti occidentali di fare la vita dei monaci come per centinaia di anni hanno fatto in oriente, ci manca solo il luogo adatto a farlo. Come tutti i progetti, il progetto del monastero non può continuare senza l’appoggio di tutti, quindi, per piacere, continuate a tenervi aggiornati e a sostenerlo. Grazie di cuore!«